A un passo dal baratro. La mega-recensione (parte II).

Parte IIdal Twiga a Medjugorje, senza superstizione.

Riassunto della parte I: Mentre Paolo è strafatto gli viene una voglia matta di recitare l’Ave Maria. Sembra una di quelle storie in cui il giorno dopo si racconta “non ci crederai, ero così fuso che mi è venuto da pregare” e grasse risate. Invece lui prega davvero e la vita cambia.

Scopriamo che al suo primo rapporto sessuale, Paolo il fortunello fu sfortunato e mise incinta la ragazza. Scelsero l’aborto, cosa che alla Madonna non va per nulla bene, anzi, è la prima cosa che ci invita ad evitare. Scopriamo comunque che anche lui era uno di noi: entrava in chiesa solo per fare un favore ai suoi genitori e quando ascoltava la messa si annoiava da morire, guardando in continuazione l’orologio. Sensazioni familiari.

Ora però è cambiato e quando si sveglia sente un incredibile voglia di «andare a parlare con Gesù durante la celebrazione eucaristica». Addirittura attende il momento in cui il sacerdote alza l’ostia. A guidarlo verso Gesù è stata ovviamente la Madonna.

Passiamo alla fase due, quella dell’oroscopo, ovvero “le coincidenze non esistono”. Il giorno che parte per Medjugorje è lo stesso giorno in cui la Madonna è apparsa a Mirjana. Il giorno in cui rivede la sua seconda moglie dopo tanto tempo è lo stesso giorno in cui la Madonna appare con un messaggio per il mondo alla veggente Marija. Il giorno in cui si incontra con il suo editor per la prima lettura del libro è lo stesso dell’assunzione al cielo della Vergine. Ovviamente il consiglio è di metterci tutti in contatto con lei per evitare di fare altre cazzate.

Torniamo alle cose divertenti. Nel 2000 viene inaugurato il Twiga con dietro solo il top del top: Paolo Brosio, Flavio Briatore, la famiglia di Lippi e Daniela Santanchè. Comunque senza fede si smarrisce la via e, alla morte di suo padre, si ritrovò nella strada della perdizione.

Una piccola perla sepolta nel libro è che, dopo il matrimonio in chiesa Briatore è riuscito a trovare la “semplicità di vita”. Penso che la vita di Briatore sia molto più semplice della mia, ma penso che non sia questo il significato di “semplicità di vita”, e che neanche “yacht” lo sia.

Ironia della sorte, al Twiga sua moglie conosce la persona per la quale lascerà Paolo. Comunque, dicevamo della trasgressione per guarire dal dolore. «Quale trasgressione migliore poteva essere preparata, studiata, voluta e desiderata se non con l’ausilio di super alcolici, canne e anche droga più pesante come la cocaina?» Una grande passione per le donne e l’impossibilità di innamorarsi per il dopo-Gretel lo portava a cercare di finire ogni serata «in modo piccante». Dopo la sua esperienza, il messaggio è giusto: «cari ragazzi, cari studenti, gettate quella spugna di alcol, di fumo, di sesso e di droga». La via per farlo però qual è? Avete indovinato, pregare la Madonna.

Merita un capoverso suo la storia di Sabrina, la ragazza che parla con Dio e porta sfiga. Gli viene presentata da un sacerdote mentre lui prega Padre Pio affinché interceda verso la Madonna sulla sua situazione disperata. Ecco, vorrei capire: come funziona? È tipo il Comune dove ti rivolgi al portiere che poi parla col funzionario che poi parla col capo funzionario? Ci sono orari? Comunque un giorno si trova in Spagna a pregare da sola in una chiesa, entra un uomo misterioso che le spiega il rapporto con Dio e poi sparisce. Dopo Medjugorje forse è il caso di santificare anche questo santuario vicino a Leon: il santuario delle apparizioni di un uomo misterioso. Comunque, poi sale in treno, si addormenta e sogna un pericolo imminente. Allora inizia a pregare disperata, il treno deraglia, ci sono morti e feriti ma la sua carrozza si salva. Insomma, se non preghi sei spacciato. Poi, quando va in India conosce Madre Lisna, la suora-interprete di Gesù, che infatti parla con lui e riporta a Sabrina ciò che lui, il Figlio, le sta dicendo, che poi sarebbe che lei vuole «un bacio da Gesù». Ok, la storia dell’amore, ma… Comunque la cronaca continua e cosa accade: sì, Gesù le dà un bacio sulla guancia e poi le dice «per te sarò sempre una fonte inestinguibile». Humphrey Bogart chi?!

Comunque, se pensiamo che Paolo si lasci giocare dal caso, sbagliamo. Un tempo («quante volte»!) tornava indietro e aspettava che passasse una macchina dopo che un gatto nero gli aveva attraversato la strada, oppure si toccava «con la mano destra e talvolta con la sinistra per rafforzare il gesto» dopo aver ascoltato una profezia pessimista, o ancora tre giri intorno alle sedie e lancio dietro la schiena dopo che il sale era caduto a tavola. Ora però ha capito che tutto questo «non ha più senso». «Ora basta con questa inutile superstizione che può trasformarsi in qualcosa di peggio!». Già, ma non sta parlando della religione, perché questa superstizione in realtà nasconde la mano di Lucifero.

Segue un periodo duro, fra confessioni e ricadute. «Ricordo una notte in una villa, quando al termine di un party degenerato improvvisamente in un festino a base di alcol, marijuana e fumo Marocco molto forte, con bellissime donne molto disinibite, ebbi la stessa sensazione provata a Torino all’antivigilia di Natale». L’uscita dal tunnel grazie alla preghiera e al supporto di alcuni preti e alla fine: il viaggio a Medjugorje.

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