Aperitivo cambiocostume preserata selfie zif.

Alle 18 o alle 19, sole basso da un lato o dall’altro della spiaggia, vento assente, il mare una tavola, c’è una grossa preoccupazione che aleggia nell’aria: troverò il modo di ricaricare il cellulare? Suona tipo: senta sa, dovrei fare una pisciatina: posso mica usare il bagno? È un gesto di cortesia che si chiede e diventa un atto dovuto se contiamo che sono al terzo spritz, quindi verso dai 15 ai 21 euro per un po’ di linfa vitale in kWh. Che ci fosse il WiFi era dato per scontato, non siamo mica nel primo millennio.
Scene di questo tipo si manifestano con assiduità in luoghi sparsi di Cagliari e circondario (nel senso molto vasto del termine) in questa metà di agosto. Mettiamola come una questione di spettacolo in cui attore e spettatore coincidono. Sì, sono in vacanza (dal lavoro, dall’università, dalla solita-monotonia-della-vita-adoro-questo-posto-ma-spesso-non-c’è-nulla-da-fare), sono andato al mare, ho indossato il costume nuovo, lo ho abbinato con una canottiera NBA oppure con un vestito bianco in trasparenza, le frange, i ricami ecc., sono andato a fare l’aperitivo al bar e mi sono perfino portato la mia musica con le mie casse personali, ho fatto il bagno proprio alle 19, tutto questo in collegamento con l’orbe terraqueo. Cioè ho rispettato tutte le consegne, ho recitato tutto il copione e perciò non mi può tradire il cellulare per la seconda parte della mia giornata. Scusi, posso fare una pisciatina?
Seconda parte che può variare nei contenuti, dal baretto in spiaggia alla discoteca al festival X e così via, ma che non cambia nelle forme, vale a dire nel crederci davvero. E mica il costume lo paghi 80 euro se in fondo non ci credi e la borsetta Fendi da 350 euro la lasci a casa, se non ci credi davvero. In tutto questo, quindi, cosa te ne fai di un iPhone 6 dopo avere avuto il 3, il 4 e il 5 con annesse varianti se alle 19 — capisci, sono solo le 19! — si scarica? Davvero, perdoni l’insistenza, ma me la sto facendo addosso.
Ricapitoliamo: spritz, bagno, cambio costume, nuovo spritz e poi ziiiiiiif ci siamo. Tira fuori il bastone del selfie perché io in questo momento ci sto credendo tanto davvero. E tu? Nooo, ma sembro un mostro in questa foto! Rifacciamola, fammi tirare fuori meglio le labbra, aspetta forse con gli occhiali viene meglio. Sì dai questa è passabile. Quindi capite che senza quel poco di corrente elettrica che mi serve non rispetto i piani, manca qualcosa, non posso essere davvero soddisfatto.
C’è un aneddoto straordinario. Anni fa tramonta il sole su San Teodoro e migliaia di ragazzi continentali sedotti sì dalle bellezze dell’Isola, ma traditi dall’aumento dei prezzi dei trasporti, in agosto si trasferiscono a Gallipoli. Una tizia che conosciamo ci va con delle amiche, solo ragazze, discoteche in spiaggia e tutto il resto. Sta camminando sul bagnasciuga con le amiche al seguito, un altro tipo è in piedi che parla al telefono, la ferma e le dice: scusa potresti salutare Massimo? Lei prende il telefono e dice Ciao Massimo, lo ripassa al tizio che dice a Massimo: giusto per farti capire com’è qui la situazione. Frase finale che starebbe nell’Olimpo del crederci, che in ogni sua sillaba nasconde, coltiva e prepara quei tasselli o momenti da copione descritti poco fa. Una frase che però può avere la sua ragione d’essere solo se in qualche modo, come migliaia di nativi e turisti, questa sera, alle 18 o alle 19 potrò farmi la mia metaforica pisciata.

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