Un po’ di svago a biddio fuori.

Quando saremo vecchi e avremo nipoti che, ce lo auguriamo, ci pagheranno la pensione, noi figli di quest’età post-eroica, seduti nelle panchine di piazza Michelangelo, intenti a camminare mani-dietro-la-schiena lungo il bagnasciuga, con gli occhi fissi sui cantieri stradali, non potremo raccontare della fame, delle bombe e del fascismo, ma racconteremo delle magliette Onyx, dei costumi Phalanx e di quando al mare si andava alla sesta fermata con le scarpe.
Ci sono quelle cose che fai da piccolo, rivedi nelle foto, ti imbarazzi e dici mai più e poi puntualmente un po’ di tempo dopo rifai: tipo se sei una ragazza scopri di nuovo il biddio anche se avevi giurato che no-mai, che siamo mica negli anni ’90? Top corto, gonna lunga in trasparenza e tanti occhi puntati addosso che già immaginano la valle dell’Eden mentre tu tieni il tuo cocktail zuccherato e saluti la tua estate ora che sei finalmente-in-vacanza dopo la sessione di esami carica di libri, smorfie e selfie. A settembre riprenderai, le luci della giornata si spegneranno prima, gli aperitivi in spiaggia cesseranno, le lezioni ricominceranno e tu avrai qualche foto da postare su instagram per dire al mondo #memories.
In quella prolungata adolescenza che si chiama mondo universitario — ai tempi della Crisi, quella sì che avremmo da raccontarla, di quando la disoccupazione ricominciava a volare nel cielo più blu — ogni giorno potrebbe essere Natale. Lezioni, biblioteche, strumenti informatici: conoscere tutto di una persona intenta a condividere con il resto del pianeta la sua esistenza non è difficile. E tu, campione, cappellino all’indietro, sopracciglia rifatte, bastone per i selfie, passi la primavera a dire ai tuoi amici che hai visto una sua foto in costume e che merita. L’estate arriva presto e l’immaginazione lascia il passo alla realtà, mentre lei arriva in spiaggia, si sfila il vestito e mostra una brasiliana fluorescente che davvero ti fa gridare Grazie Coca Cola per Babbo Natale.
Arriva la domenica alla Pailotte, ti metti una canottiera, perfino spiturrato se hai bevuto succo Ace e ti sei palestrato, lei c’è e sprizza così tanta fiducia in se stessa da farti dubitare delle certezze che hai costruito davanti allo specchio. Ti attanaglia il dubbio, non sei più sicuro che anche lei cerchi solo un po’ di svago, che quest’estate possa essere l’occasione di divertirsi prima che tutto ricominci e stivali, cappotti e maglioncioni nascondano le forme che tripudiano ora, dorate dalle creme solari, sotto il sole di Cagliari.
Ma tutti i sogni nell’alba svaniscono perché quando tramonta la luna ti porta con sé, ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli! Non ce l’hai fatta, campione, non ti sei fatto avanti. Hai usato il bastone per farti davvero il selfie e non per spiare sotto la gonna lunga e nera in trasparenza come ti consigliava il tuo amico più grande, che chiameresti boccomero se il termine fosse ancora in voga.
E lei, che quando si usavano i bon-bon di Malizia era troppo piccola e quindi il biddio lo scopre ora per la prima volta nella sua vita, paga il suo essere troppo, l’averci creduto fino in fondo. Voleva un po’ di svago, ma ha intimorito il nostro campione, che mostrava una grande sicurezza quando puntava una fotocamera da 13 MP verso se stesso, ma che alla prova dei fatti non ce l’ha fatta neanche stavolta. Delusione per entrambi, rimpianti e il resto della storia lo conosciamo. A noi, figli degli anni ’80, in piedi a fissare l’orizzonte del poetto degli anni ’60 del secolo ventuno ci resterà da raccontare della nostra generazione, l’ultima che ha vissuto con un libidinoso demone attaccato alla schiena a darci consigli da malarione e che se usciva scerpata era solo per provare a rimorchiare e non per piacere a se stessa. 

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