Elogio della lamentela.

Non conosciamo una persona che non si dica matura, né conosciamo una persona che si dica stupida. Non abbiamo mai sentito qualcuno descrivere le sue sventure come le più lievi di questo mondo, o il suo corso di laurea come facile. Così vale anche per le città: ognuna detiene il primato dei peggiori automobilisti, delle ragazze più belle, della vita più monotona.
Per la questione della movida vietata dopo le 24, abbiamo scoperto che anche i cittadini di Bologna, di Padova, di Verona e così via sostengono che la vita nella loro città sia sempre più noiosa, a vantaggio dei vecchi, incurante della loro sete.
Pare che gli automobilisti siano scorretti e maleducati solo a Cagliari, forse anche a Napoli o a Roma. Sicuramente non da altre parti.
Più di ogni altra cosa, solo i cagliaritani si lamentano. Non gli va bene niente. Di fronte a due soluzioni opposte per risolvere un problema si lamenteranno sia che se ne prenda una, sia che si prenda quell’altra. Come si può cambiare qualcosa in una città dove tutti si lamentano? Al Poetto andateci in bici, d’altronde io lo faccio.
A noi piace pensare che non soltanto pure nelle altre città si lamentino, ma anche che quando si prende una soluzione si lamentino quelli che si auspicavano la situazione opposta. Ci piace pensare che non sempre qualcosa costituisca un problema da risolvere e ci piace pensare che sia nostro sacrosanto diritto, quando qualcosa non ci sta bene, flettere leggermente le ginocchia, portare gli occhi al cielo, mettere le mani a coppa, scuoterle leggermente dal basso verso l’alto e trionfalmente dichiarare: ’scallonisi.
Ognuno di noi è il centro del mondo dal suo punto di vista. Ognuno di noi diventerà vecchio e, incrociate le mani dietro la schiena, fisserà i cantieri e si lamenterà di ciò che faceva da giovane. E mentre l’ultimo discorso di Umberto Eco ci ricorda che siamo tutti imbecilli tranne noi, ci piace pensare che i maestrini dell’internet che vorrebbero rieducare questi zotici cagliaritani e decidere chi possa navigarci sull’internet e chi no, non siano poi diversi dagli altri.

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