Ricci, Castagne & Alcolismo. Autunno (?) in Cagliari.

Abbiamo visto ovunque, perfino addosso alle persone, quei pellicciotti sintetici senza maniche che gridano ohhgaggiaaa. Aggiungiamoci una cuffietta con scritto GRRR ed ecco che anche via Garibaldi diventa Le Vele. Riflessione estemporanea: chi si compra la canadese adidas con il tubolare alla caviglia e le scarpe gigantesche, poi spende 70 euro in un profumo Gucci. Prendete pure questa definizione e incollatela nel dizionario alla voce Gaggio (s. m.).

Ora, prima che ci accusiate di non fare i compiti, di non svolgere il tema, l’autunno in Cagliari (la preposizione non è un inglesismo ma, maledette maestrine con la penna rossa, il contraltare del più celebre Autunno in Barbagia) assume queste forme qui. Che tipo a novembre hai le stesse temperature che avevi a ottobre, ma vedi sciarpe e cappotti perché è novembre.

Poi al bordo della strada, 0,66 di Ichnusa alla mano, ecco chi sta dalla parte della filiera locale e porta sulle vostre tavolo i prodotti tipici dell’Autunno (?) da queste parti: ricci e castagne. Voi magari ogni fine settimana prendete la macchina o il pullman e ve ne andate a fare una diversa tappa del pellegrinaggio barbaricino e così ignorate che una sagra lunga dei mesi si protrae sotto casa vostra. Guardate con curiosità le maschere dei Mamuthones e non spendete neppure una parola per le cuffiette GRRR. Sul bordo della strada, bidoni neri scricchiolano di fiamme (come accade anche nei pressi di viale Monastir, sempre per ragioni di lavoro, ma meno caratteristiche diciamo), acqua salata e alghe scivolano nei tombini e gli accenti vengono distribuiti a casaccio (quest’ultima constatazione, lo ammettiamo, è una finezza).

Pare strano non ci abbiano fatto una startup, mini-negozietti che abbinano le due specialità dell’autunno cagliaritano. Sì, è vero: ci sono un po’ dappertutto. Ma chi altro ve le vende insieme? Addobbate un po’ il tutto, fate la pagina Facebook e pure l’Instagram e ci troverete più fighetti che da Polpa Burger. Intanto nei negozi di artigianato vediamo delle piccole capanne dove perfino Gesù ha il vestito tipico di qualche paese sardo. Un po’ come a Napoli che ci mettono Maradona e Michele Misseri. Ma dato che nessuno a Cagliari va in giro vestito così, non sarebbe il caso di metterli questi ricciai nel presepe, o almeno nelle vetrine dei negozi di artigianato?
Eviteremmo anche — noi cagliaritani — che qualcuno ci chieda: ma la gente si veste ancora così? Il che ci permetterebbe di risparmiare, in tempi di austerity, almeno un tagazzu.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...