Cagliari: capitale europea del pillitto.

Un nostro lettore ci dice: ‘Ogni volta che vado in una città straniera penso che sia piena di figa, poi torno a Cagliari e mi spavento’. E noi, che vi siamo vicini, finiamo per pensarci tutto il tempo alle vostre riflessioni.

Non fosse poi che qualcuno si prende la briga di scriverci in privato e descriverci la ragazza (determinativo perché si parla di prototipo) che si veste tutta di nero per la discoteca, con pizzo, retina e fiori e che noi abbiamo visto — quante volte — sull’Instagram. È da sempre un vanto per ogni popolo, lodare le proprie donne, certo non con grande rispetto, più con il tono poco ponderato della chiacchiera da bar.
In ciò Cagliari detiene, a nostro parere, un primato. Non si tratta di inferenza empirica per enumerazione, non ci sono esperimenti: non lanciamo le ragazze dalla torre dell’Elefante.
Si tratta del fatto per cui già nel parlato quotidiano capisci che qua l’argomento è di primaria importanza. Che il tuo interlocutore abbia 15 o 30 o 50 anni infatti ti chiederà: ce l’hai la pivella? Oppure, sinteticamente. pivelle? E questo nome qui, pivella, è tanto poetico e dolce a pronunciarsi che non puoi che riconoscere che qua le pivelle devono essere bone.

Basterebbe poi dare voce alle strade. Non saremo miga New York, però anche qui abbiamo quelli inopportuni che fischiano, commentano a voce alta ecc. ecc. Lasciamoli stare e pensiamo invece ai commenti sussurrati, agli aoon, oppure hmmmm, e ancora piccolino il pisciotto. Il tutto per indicare quello che, noi gente degli anni ’80, abbiamo sempre chiamato pelo: e che si definisce come quella parte del genere femminile fisicamente attraente. Oh, aiò all’Open che è pieno di pelo.

Ecco quindi che la ragazza dell’Instagram si materializza. Bella e solare, vaffanculo sulla fronte, non ci degnerà della sua attenzione, non perché siamo gli sfigati da film americano, ma perché non ci conosce. Lei, come accade sempre di là dell’Oceano, ha bisogno della lettera di raccomandazione, una cosa che dica: tranquilla, lo conosco io. Ma è certo, e su questo abbiamo pochi dubbi, che se saliamo sull’8 o camminiamo in via Dante o perfino andiamo all’University, abbiamo innumerevoli possibilità di innamorarci.

Magari ecco, a Cagliari non ci sarà la cultura necessaria per essere capitale. Ma di pelo, be’ signori miei, di quello ce n’è in abbondanza.

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