Bon-bon di Malizia e maglietta Onyx: quando le pivelle ci piacevano gagge.

Noi, gente degli anni ’80, abbiamo scoperto la sessualità alle scuole medie. Chi alle elementari avesse commesso l’errore di ‘fidanzarsi’ sarebbe diventato automaticamente ‘gay’. Ce li ricordiamo un po’ così quegli spensierati anni ’90 di Paolo Bonolis e del Mistero della pietra azzurra alle 19, di ritorno dal mare, del trauma di Papà, ho trovato un amico e di quando La storia infinita sembrava un film ben girato. Sentimmo il nome di Berlusconi la prima volta quando un compagnetto si lamentava dei bollini verde giallo e rosso nei programmi televisivi: ‘Berlusconi è un coglione’. E allora coglione, a 8 anni, era un parolone da usare.

Le scuole medie, in centro o in periferia, sono un postaccio. Ci convivono ragazzini con i primi peli pubici e altri che sembrano bambini. Si sperimenta, soprattutto, la cosiddetta ‘Sindrome delle Scuole Medie’: quel processo per cui una teoria è vera se e solo se la supporta un certo numero di persone. In seconda media il campionato di Fantacalcio della classe fu boicottato da un gruppetto di dissidenti che continuava a dare per buono un risultato con uno .75 finale. A nulla valse l’arguta spiegazione matematica per cui essendo i voti dei singoli giocatori espressi interi o con .5, non poteva esserci nel totale un .75.

Un giorno però, per ognuno in una classe diversa, scoprimmo le ragazze. Non più nemici da combattere, personaggi da evitare, oggetti del maligno inviati sulla terra al solo scopo di impedirci di giocare a calcio all’ora di ginnastica. Divennero invece complici, immagini del desiderio e se nemici rimasero, lo fecero quando ci spezzarono per la prima volta i cuori, fra i banchi di scuola, chiedendo ‘Ti metti’ a quell’idiota dell’ultimo banco, quello con la riga in mezzo. Riga in mezzo che, grazie Take That!, portavamo tutti un po’ troppo spavaldi. Non facciamoci illusioni però: com’è tornata la mascagna, com’è tornata la riga da una parte, tornerà anche quella in mezzo. E noi, noi ne saremo ancora una volta le vittime.

Quando però abbandonammo la riga per le famigerate puntine, quando cominciammo tutti a crederci dei rapper, le ragazze si ingaggirono di brutto. Onyx divenne la marca dominante in un tripudio di ombelichi scoperti e la pelle ora copiosamente mostrata a sbavanti ragazzini in età puberale veniva innaffiata dal profumo più gaggio mai conosciuto alla specie umana: i Bon-Bon di Malizia. Colorati, piccoli, fragranze tipo caramella: ce li abbiamo chiari in mente come se fosse ieri. Nei grandi corsi e ricorsi della moda, anche la pancia fuori è tornata in auge. Certo, però, c’è differenza fra le cose a pois che vanno oggigiorno e le magliette con la bambina vestita con la maglia con il biddio fuori e i pantaloni larghi a zampa di elefante, indossate da ragazze con il biddio fuori e i pantaloni a zampa. Una sorta di meta-vestito.

Ma così è, le Nike ai piedi, Marty McFly in testa, Tutto il calcio minuto per minuto alla radio, dicevamo cuccare e anzi programmavamo l’amore attraverso due fasi: a) vuoi cuccare? e (se sì e se si fa) b) ti vuoi mettere? Il tutto però nell’intimo della nostra coscienza senza il Facebook o l’Instagram a imperitura memoria. Era un mondo un po’ più piccolo e un po’ più gaggio: se n’è andato per sempre? Non ne siamo sicuri. Ma lasciateci dire che era un bel mondo in cui vivere. Noi gli apparteniamo. E così anche tu.

2 pensieri su “Bon-bon di Malizia e maglietta Onyx: quando le pivelle ci piacevano gagge.

  1. Noi ragazze negheremo fino alla morte, ma in fondo all’armadietto del bagno abbiamo ancora un bon bon malizia alla vaniglia e una maglietta onyx nell’armadio. Io avevo pure gli occhiali da sole della onyx, a mosca. Terribili.
    Non è che avete una DeLorean da prestarmi?

  2. se venivi respinto alla prova del “ti metti” potevi giocarti la carta “un’avventura di una settimana” che consisteva in una settimana di crampi alla lingua per via di sfranellamenti level expert

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