La domenica alle Pailotte.

Chissà quanto sarebbe stato felice Cesare Lombroso se la tecnica gli avesse donato non archetti per misurare crani, ma Instagram. Hanno aperto un bar a Pirri, hipster per essere hipster, che ha le vetrate colme di hashtag e mi sembra — mi sembra parecchio, in realtà — che quell’immagine lì colga lo Zeitgeist, lo spirito dei tempi, molto più di qualsiasi altra cosa, qui da queste parti del Mediterraneo occidentale.

E infatti basta, nelle inspiegabili giornate grigie di questo luglio, lanciare la ricerca per hashtag, #Cagliari per finire in un variegato atlante antropologico. Ed è qui che scopriamo che Non è domenica senza #pailotte e ci ricordiamo che lì fuori, le domeniche d’estate, c’è qualcuno #altop.

E quindi l’#Estate torna come ogni anno a proporci gamberoni d’eccezione, con acconciature lavorate, pose plastiche, abbronzature sublimate, secchiello di Mojito e tanta voglia di essere #inpiena. Innovativo strumento di catalogazione, l’hashtag risolve il problema dei collezionisti di testimonianze del divertimento cagliaritano. Addio ore passate su Crastulo, ora la scorciatoia si presenta grazie al tasto che nessuno prima aveva considerato: il cancelletto.

E da qui è tutto un tripudio di situazioni da cercare, di vetrine in cui proporsi. L’Averskida, l’Iki Beach, e l’intramontabile Villassimius, abbreviato in Villa che è più ganzo. Villa non delude mai, leggiamo. E in fondo perché dovrebbe? Con i suoi portici e i negozi di tennis, piccola Porto Cervo della costa sud, tripudio di seconde case per turisti d’eccezione. E così le discoteche, morto quel tempio del gaggiumine che fu lo Zelig sono tutte una succursale delle loro versioni invernali, basta aggiungere Beach. Per essere bipartisan ecco le ragazze con i loro nuovi vestiti inguinali, lo Spritz, il tavolo, lo sguardo su tutti, ma alla fin fine è situazione pillone.

Cagliari, città di mare, fugge allo stereotipo di Gallipoli o San Teodoro: troppi vecchi, quindi lo sballo e lo scioro si spostano fuori città, verso una costa o verso l’altra. L’importante è esserci, anche se ormai si è troppo grandi, altrimenti si sembra antichi. Quindi ecco la foto ed ecco Instagram, con lo slip sullo sdraio, gambe un po’ aperte, pappo in vista. O le cosce dorate che danno sull’acqua cristallina. La Sardegna torna un paradiso, verrà ottobre e la popolazione cagliaritana potrà riprendere a lamentarsi di quanto sia brutto qui e sognare di emigrare, a Torino o Milano chissà, comunque lontano perché qui è troppo provincia.

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