Trono di Barbagia.

Suoni e balli che si propagavano ieri nei dintorni di Monte Claro hanno portato un po’ di Paese nella Città. Il parallelo con il Trono di Spade è facile, immediato: Romània e Barbària, le coste e l’interno.

C’è come una cortina di ferro, un’invisibile linea, metaforica Barriera che corre sotto Oristano, versione sarda (temperature adattate all’occasione, perciò) di Grande Inverno. Da lì ogni anno volenterosi studenti oramai non più costretti al CAR a Montepulciano si armano di trolley e viaggiano verso Sud, in quella che a loro non può che sembrare Approdo del Re.

Come fargliene una colpa d’altronde? Intrighi, mormorazioni, incomprensibili mode che seducono e il misterioso personaggio del Cagliaritano, che stando a chi arriva da Nord della Barriera ha caratteristiche particolari: tutti uguali, i cittadini. Tanalle, soprattutto e dicono Nuòro e non Nùoro.

Da contraltare, il Cagliaritano crea il Nuorese: che quando entra nei bar ti offre da bere e parla con il barista, che diffida di Cagliari e ha nostalgia di casa, che cammina con le mani dietro la schiena, non ha timore di indossare il velluto e la polo con il colletto sollevato e cerca qualche malfamato bar cagliaritano da trasformare in un posticino di paese, con annessi tassi di alcolismo. Talvolta il discorso non è diverso da quello di millenni fa o della scuola di Lombroso, la razza delinquente, i Bruti e così via.

Ma se c’è chi proietta il microcosmo del Paese in città e quindi mantiene usi e costumi contro la depravazione dei tempi moderni della Metropoli, c’è chi viene incantato e si compra le Hogan, la Luis Vitton e forse dopo un po’ comincia pure a dire fiamma. Alla fine non rimpiange più nulla dell’altra parte della cortina e, anzi, quando si deprime sostiene mi sembra di stare in bidda.

Un pensiero in chiusura non può che correre a tutte quelle verginità perse sull’altare del fuorisede. Quanti trasformati in uomini e donne da un partner con camera in affitto? Un rituale che risparmia l’attesa di avere casa libera, una cosa che, sia chiara, accade con decisamente minore frequenza che nei film.

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