Amore Gaggio.

Ve lo immaginate un film come Amore Tossico, quindi con personaggi reali in situazioni verosimili, però invece che pignegne, gaggi? Altro che Bellas Mariposas.

Il gaggio, come ogni stato d’animo si evolve con i tempi. E a noi storici del presente, che non difendiamo le ragioni della nostra parte, ma cerchiamo di capire le ragioni di tutte le parti, è la grande durata che interessa. Solo le pignegne sono sempre uguali; qui a Cagliari con il giubbotto di jeans, i capelli unti e lunghetti e qualche favolosa fesseria da raccontare in cambio di monete: «Mi manca un esame per laurearmi in chimica e medicina, ma se entro in comunità mi fanno studiare?».

Vedete, ora noi pensiamo che i giovani non valgano nulla, degenerati, degrado della civiltà e così via. Lo stesso pensavano di noi figli degli anni ’80, ma lo stesso pensavano delle altre generazioni quelle che le avevano precedute. Vi stupireste nel leggere che si temeva che i romanzi di Jules Verne potessero traviare i bambini con lo stesso patema con cui ora lo si pensa di Peppa Pig o lo si è pensato dei Simpson.

Quindi oggi niente più scarpe con la punta in ferro, Wrangler aderenti e canottiera bucherellata da matinee dell’Eurogarden, ma canadese Duff o Armani per i più facoltosi, scarpe prese da Foot Looker e cappellino. Mentre la ragazza gaggia non mette più la magliettina Onyx con la pancia fuori, va di leggins in fantasia e scarpe sportive con un po’ di zeppa.

E se il signor Armani legge questo blog, forse può capire di aver realizzato il sogno di tante persone. Già, perché la canadese (che fosse del Milan, del Manchester, Adidas lucente) è sempre nel guardaroba del gaggio che, allo stesso tempo, ha un profonda ammirazione per tutto ciò che porta su inciso EA7, la sigla del benessere, manco fosse Cristiano Ronaldo.

Così li vedo: lei coi leggins lui con la canadese e l’isolotto, tenuti per mano dietro via Is Mirrionis e mi ricordo della ragazza che veniva picchiata dal suo ragazzo e commentava mammelosonommeritata, di epiche tirate di capelli, di chi è egua chi è troia. La fantascienza talvolta anticipa il futuro e chi ha letto Gaggiopoli ora sa che è successo davvero: orde di gaggi di picchetto sotto Carlo Felice, seduti in mostra ai turisti come leoni in un safari, con il cellulare che pompa un pezzo reggaeton.

Qualche coppia si stacca, scende per il Largo, si tengono per mano e si chiamano mmore. E per loro l’amore, Amore Gaggio, è una faccenda complessa fatta di gelosie, urla, litigi, scontri per il territorio, gravidanze inaspettate e precoci con i bambini che potranno vestire Armani e anche loro, come tutti gli esseri umani, estendere la loro progenie. 

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