A Trassa di Cremina.

Cagliari, la città toga per gente toga ha una caratteristica molto toga: la coerenza. Passano gli anni, corrono le generazioni e tutto sommato si fanno sempre le stesse cose, adattate ai tempi e al progresso, ma questo, voi gente colta di-mondo e toga, lo sapete già. In realtà — lo diciamo per l’amore della Scienza che guida la nostra vita — probabilmente in tutto il mondo le cose vanno così.

Lasciamo perdere il macro e torniamo al micro. Un mesetto fa una persona quindici anni più grande mi ha detto: io facevo Lingue e studiavo sempre in biblioteca, c’erano un sacco di ragazzi di ingegneria, avevamo monopolizzato dei tavoli. Momento: in che biblioteca? chiedo io, l’Amante della Scienza. All’Acquario, risponde lei. E poi continua: quando ho realizzato che al primo anno avevo dato un solo esame ho smesso di andarci.

Ecco ora vi immaginate se davvero, come fanno trapelare le indiscrezioni (mondogaggio: il vostro occhio sul Palazzo), la fu Interfacoltà(area umanistica, per Dio!), la Dante Alighieri, l’Acquario resterà aperto fino a mezzanotte? Giubilo di chi ha lì la sua vita sociale, ma spingendoci oltre ci sarà qualcuno che verrà già pronto per la serata e toctoctoc battendo sui tacchi e sul situazionismo passerà dalla biblioteca al Cocò-JKO-giovedì-universitario?

Sono seduto all’Acquario e assisto allo sciamare. In questo periodo dell’anno l’acquario è swag dopo le 16 e a quell’ora lì si sente l’Alveare. Gente, tanta gente che parla con voce sommessa e l’effetto è quello dello sciame di insetti, quando per un attimo smettono è come se si fossero spenti i condizionatori. L’Alveare!

Lei sale le scale, ha un trucco ben curato, la maglietta di quelle in trasparenza che vanno un sacco, gli skinny jeans, la piega dei capelli perfetta, si guarda intorno, localizza il posto più togo, si siede, sgancia la borsa dal gomito, tira fuori lo smartphone, lo muriga un po’, due rapide battute di pollice su instagram, si gira dall’amica: tesoro-non-ne-ho-voglia. La sua voce svetta sull’Alveare e di fronte a Lei due amici con la faccia da mincarretta guardano estasiati. Non dice bette Lei, no no, è una cagliaritana doc e te lo vuole far pesare.

Mi immagino a volte l’Università di Massa come lo avrebbe fatto Douglas Adams: gente al limite dell’asperger che parla citando autori e applica la morale kantiana con coerenza. Fortunatamente così non è, anche se poi su Facebook c’è chi si esprime a suon di poiché che inopportunamente si infilano in un flusso di risposte sul tenore del minca. L’Università di Massa a Cagliari e quindi in Sardegna (perché Wikipedia ci ricorda che Unica è il più importante ateneo dell’Isola) è per me l’Acquario (e il bar di ScPol in primavera). Dove si va da quei tipi umani già descritti, al classico abitante del mediocampidano (middlecampidown) che arriva a Cagliari non con l’atteggiamento del barbaricino perché Cagliari è Sodoma (e Quartu sarebbe Gomorra, anzi Gotham City) e lui si deve distinguere e quindi mette il maglione nero a colo alto alla Steve Jobs, ma cerca di non sfigurare. E quindi mette indumenti dove la marca sia molto in vista (EA7! D&G!), e usa un sacco le cose Carlsberg e non realizza che però così passa per gabillo. E Lei lo guarda disgustata, si gira dall’amica e dice: tesoro, sono troppo stanca. Quanto sono toghe, tra l’altro, le persone che chiamano tutti tesoro? Secondo me è accettabile solo dopo i 50.

Il tipo umano che più colpisce è però Lei, la studentessa cagliaritana un po’ cremina. Quella che magari è un po’ stupida a volte un po’ troppo e tu vorresti dirle scusa-cara-cosa-cazzo-studi-che-sei-stupida?, ma che è swag e sta al centro dell’Alveare e che studia in Viale e attira gli ingegneri, anche se non è bellissima, ma lei si crede (si pensa!) bellissima e questo basta per avere una piccola corte a cui dare battiti cardiaci e talvolta indiscusso materiale-da-seghe. È quella che al primo anno sta pensando al vestito per la laurea, alle scarpe (pensa sempre alle scarpe), che entra nelle battaglie meglio il JKO del Cocò. Cosa me ne fregherà poi a me della storia delle relazioni internazionali quando non so cosa mettermi il giovedì, Cristo quando non so cosa mettermi per la mia Laurea! Quella per cui il giovedì universitario è passato da una roba spartana a una serata e talvolta alla Serata, in-Serata. Quella che quando si laurea attira una decina di amiche trassate di brutto, tubino e Tacco12, trucco pesante, gente della CCC o borderline-CCC, che dicono: ehi ehi ehi mondo, questa sono Io e col cazzo che ti do una chance. E poi smuovono la chioma manco leoni del Kilimangiaro. Quella che attirerà gli amici con coriandoli, palloncini e cose simili e farà la foto con la corona d’allora che su Facebook si chiamerà: finalmente dottoressa e vai che vagonate di mipiace. Lei che all’Acquario sa quando scendere e quando non farlo, che ha gli evidenziatori colorati e dice cose del tipo mi piacerebbe troppo avere un amico gay. Che alle scarpe ci pensa così tanto che non ne ha tante solo da-serata, ma anche da tutti-i-giorni, tipo numerose varianti di Hogan, le Superga, ballerine comprate al chilo, talvolta le Vans per sembrare un po’ hipster e le polacchine. E sa che il risvoltino sta venendo soppiantato dal pantalone direttamente un po’ corto e ha la borsa Louis Vitton che cola dal gomito e dentro cui ci mette i libri per andare in biblioteca! I libri dentro Louis Vitton, altro che l’invictino degli anni ’90. E ha la sciarpa Burberry che è grande quanto un plaid, ma guarda tesoro io l’ho comprata solo perché fa caldo. E quando guarda talvolta ridacchia, ma sulla fronte ha stampato a caratteri cubitali vaffanculo. È lei che non solo segue la moda, ma la detta. Che un anno fa poteva dire che i leggins senza maglia lunga erano da troia e ora invece li mette, a fiori o con fantasie etniche, perché quest’anno va così. Era il lontano 1999 e una ragazza su C6 mi chiese: ma tu come ti vesti? che marche usi? perché io esco solo con gente figa. Chissà nell’Università di Massa che fine avrà fatto lei.

Creatura del Viale per antonomasia, per quanto la middle classe faccia finta di non considerarLa, e dica che è a trassa di cremina, tutti attendono il suo album di foto Estate2014. Anzi, gli album non si usano quasi più, quindi attendono che sia giugno o luglio per fiondarsi sull’album Caricamenti dal cellulare o IOS photos. E gli Astri soli sanno quanto noi di mondogaggio attendiamo giugno-luglio e quindi prima di diventare melanconici, chiudiamo qua.

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