Il Jollone.

Qualche tempo fa uno dei consulenti politici di mondogaggio ci raccontò di aver realizzato solo in avanzata età che caghino è termine prettamente sardo. Grande ilarità del nostro pubblico scelto, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra: a qualsiasi cagliaritano che si rispetti (e quindi che non si improvvisi continentale perché è iscritto a chissà quale Università privata) è capitato un episodio del genere. Talvolta è difficile riconoscere quali parole del nostro gergo si siano formate all’ombra del Colle S. Michele e quali vengano invece dalla mainland come dicono i nostri amici inglesi. A noi capitò con minca, apparentemente italiano, in realtà più completa espressione dello slang della Città del Sole.

Il più ambiguo fra questi termini ci sembra essere jollone. Quando ci si accorge che l’altro, il forestiero, non capisce si cerca una perifrasi, come quando si prova a spiegare che cos’è un gaggio. I nostri consulenti linguistici sostengono che nel caso di jollone, sfigato sia più o meno comprensibile in tutti gli idiomi del Bel Paese. Ecco quindi una figura trasversale che attraversa generazioni, situazioni e luoghi. Il Jollone, il Giorgione, il Giorgio come si diceva un tempo e come ripete la generazione anni ’60. ‘tticcu su giorgioni. Ne conosciamo la fisionomia a scuola, ed è lì che impariamo a chiamarlo così. Jollone, o Jolly, in parole povere sarebbe una persona con scarsissime abilità sociali, fissatissima con un qualcosa che ritiene di nicchia, di cui va geloso e che difende dal mainstream. Un po’ nerd e un po’ hipster, è anche un po’ Hansel, perché indossa quello che gli pare con uno stile che sembra dire «me ne frego, è solo moda». Ai nostri tempi il vero Jollone metteva sempre la canadese, anche senza scarpe da ginnastica. Ora la canadese rientra nel look anche del fighetto, quando vuole sembrare trasandato. Tipico del Jollone è diffidare degli altri, essere costantemente in una posizione difensiva, schivo e attento a ciò che può accadergli intorno perché consapevole che abbassare la guardia per un minuto può portare a spiacevoli conseguenze. Mediamente intelligente e talvolta pure sopra la deviazione standard del QI, il suo intelletto funziona però solo con determinate cose. Capisce, per esempio, come far funzionare una 56K (presente storico), ma non realizza che l’igiene personale è uno dei requisiti per essere accettati nel mondo esterno.

Ecco perché il Jollone è un po’ hipster. Rifiuta il mainstream, la società, sulla quale ha pensieri cattivi talvolta ispirati da canzoni metal anni ’80-’90, si chiude in piccoli gruppi (su internet) nei quali altri la pensano come lui e combatte a modo suo contro questa società di pecore. In salsa cagliaritana il Jollone, altresì detto pagubessiu, talvolta perché circondato da un ambiente familiare ultra-protettivo, ha perso tutti i momenti di filtro attraverso i quali passa ogni adolescente cagliaritano e quindi è, in mezzo agli altri, un pesce fuor d’acqua. Un suo classico commento a una serata in discoteca — e parliamo di quando hai 15 anni e non 35 e ti convinci di essere giovane con la camicia slacciata fino all’ombelico — «quella non è musica… andate solo per ubriacarvi». Ci puoi scommettere che andiamo per ubriacarci. Classico del Jollone è non capire le battute o ritenere che siano tutte indirizzate a lui. Ecco perché la posa classica è quella chino sul banco, occhi vigili, rapidi movimenti della testa e tanta tanta forfora.

Le fissazioni del Jollone-anni-’00, che andavano da internet ai manga, lo portavano a parlare solo di quelle cose in qualsiasi situazioni. Per sentirsi a suo agio il Jollone ha bisogno di spostare il discorso su ciò che gli è familiare. Non ha mai fatto sport e quindi non ha ricevuto l’educazione dello spogliatoio. Quando poi sei abituato a vedere maggiorate ragazze nude disegnate in bianco e neri da maniaci giapponesi è chiaro che se una ragazza ti rivolge la parola diventi paonazzo. Cova magari segretamente un amore, sopratutto per chi è protettivo nei suoi confronti, ma la paura dell’altro è troppa. Internet è stato un po’ la sua rivincita: qui ha potuto socializzare senza esporsi al disagio della presenza fisica, qui può trovare chi condivide le sue passioni e qui può scrivere pungenti commenti di critica sociale e riempirci di XD, LOL, ROTFL e tutte quelle altre robe con cui giudicare il mondo.

Postilla finale, esiste un altro tipo di Jollone. È quello che condivide tutte le caratteristiche sopra descritte, ma che invece che rifuggire dall’ambiente sociale, cerca di diventarne protagonista. Si espone volontariamente al pubblico ludibrio con terribili battute, acide spiegazioni. Confonde, in sostanza, il mondo reale con internet. Quella sì, che è una brutta bestia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...