L’espressione della foto.

È un sorriso a bocca chiusa, pulito, viso di tre/quarti, da ragazza bene di un borgo anni ’50. La fotografia ha anticipato, per mano del web, il destino della politica. Sdoganata quella con un pugno di retweet, sdoganata questa con la morte del vecchio rullino. Immaginate, ricordate, quelle vecchissime foto, allichirite per decine di minuti, con esposizioni infinite, scattate con attrezzature mistiche e la meticolosa preparazione dell’artigiano. Quella foto, opera di gusto fine, ha un valore altissimo. E così la politica, con tube, baffoni, rituali parlamentari che rendono l’aula un luogo sacro e al quale si deve reverenza, come alla vecchia macchina fotografica con il fosforo. Un po’, si direbbe, come i blog che sdoganano le antiche riviste, ma questo blog è lettura per un pubblico scelto, come lo Stylus di Poe.

L’incessante ticchettare delle macchine fotografiche il sabato sera, il conseguente affollamento di nuovi album su facebook la domenica montano un gigantesco archivio che in qualche ora decuplica il numero di tutte le foto scattate nei primi 50 anni della rivoluzionaria invenzione. La quantità non è però dato che ci interessa, è la qualità che vogliamo indagare: quando una foto, ai canoni odierni del popolo della rete è bella? Che è un po’ come chiedersi quando l’elettorato internauta giudica bene un personaggio o una proposta politica.

I canoni di una buona foto passano allora per l’espressione. C’è tutta una fenomenologia che va dai gangsta signs alla famosa bocca-culo, ma quello che porta al trionfale numero di mi-piace, alla sagra del commento amore-sei-troppo-bella, bellissima-amore, <3, è quel sorriso impostato, quel tre/quarti, le braccia allungate sulle ginocchia, qualche amica sui lati, ma la protagonista è lei. Farà poi delle foto un po’ più ricercate, la reflex è la chiave, la firma Ph, poi passerà al book artigianale l’ho-fatto-per-me, che sarà il trionfo di mi-piace, che cadranno su questo come cadono sulle foto che ritraggono culi di 15enni incastonati in brasiliane e con il commento poetico-ribelle. Il commento conta, specie se citazione, un vero e proprio titolo della foto. E nel saper raccogliere consensi stando in questi canoni che sta la Cagliari-bene, che critica chi il consenso lo raccoglie a suon di perizomi nel nuovo album estate 20ecc.

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