Il tempo secondo Cagliari.

Vivere a Cagliari impone di convivere pacificamente con alcune opinioni singolari presentate quali verità assolute. Bisogna mettere la ragione sotto il tappeto, ingoiare l’amaro boccone e fare finta che nulla fosse. Ogni posto, possiamo dirlo come verità assoluta, ha i suoi miti: l’Italia, per esempio, si sa, è il paese più bello del mondo sotto tutti i punti di vista: artistico, naturalistico, culinario e così via. La Sardegna invece non manca di nulla, non ci saranno le Alpi, ma, voglio dire, comunque si può anche sciare. E non provate a dire che il Salento ha un bel mare perché allora non avete visto…

Fatto eclatante, a Cagliari il tempo ha un andamento particolare, come se non fosse soggetto a tutte quelle altre cose che dominano il nostro pianeta. Una volta una persona mi ha detto che a Selargius alle 21 c’era ancora luce mentre a Cagliari era già notte. Un qualsiasi cagliaritano di 50 anni vi dirà, con altrettanta naturalezza che 30 anni fa c’erano inevitabilmente quattro stagioni ben definite, che non si usava il cappotto, che ci si faceva il bagno a febbraio e che d’estate si potevano usare anche i golfini. In barba al fatto che l’aumento delle temperature negli ultimi 100 anni è stato di 0,74 gradi, pare che nella Cagliari anni ’60-’70 il sole fosse capace di riscaldare l’intero golfo a febbraio. I precoci come noi di mondogaggio, che hanno provato a fare il bagno in aprile, sapranno bene quale sensazione si provi. Di colpo anche Titanic assume un senso: farsi il bagno nell’acqua fredda è come essere infilzati da lame. Verrebbe da chiedersi se le stagioni iniziassero precisamente  il 21 del mese stabilito, ma la ragione va messa da parte. Custodisco gelosamente una “guida al turismo itinerante in Sardegna” stampata negli anni ’80. Dice che esistono due stagioni: una calda e secca da maggio a ottobre, una fredda e umida da novembre ad aprile. Devono essere stati gli anni ’80 a cambiare tutto, allora.

Inconsapevoli che il clima non cambia (in maniera percepibile) di anno in anno, ma ha bisogno di più tempo, tutti vi diranno che l’anno scorso faceva sicuramente più freddo. Dati alla mano, l’estate si allunga nel nostro pianeta di 1 minuto e 30 secondi ogni anno. A Cagliari guadagna almeno un giorno. Ancora negli anni ’70, dopo ferragosto non si andava più al mare perché non faceva più caldo. Viene da pensare al 1 settembre, quando il Poetto si svuota solo perché è settembre, non perché fa freddo. Allora viene da chiedersi: non è che anche allora smettere di andare al mare a ferragosto era solo una convenzione… ma no, la ragione!

Resta poi il cagliaritano che è ancora più imbevuto di tali miti da dire agli amici continentali che lui a febbraio ha già le mezze maniche, perché a Cagliari non esiste l’inverno. Al primo raggio di sole abbandonerà il giubbotto e, nonostante fuori ci siano 10 gradi, sfoggerà l’abbigliamento estivo. Sì, è andato un po’ in palestra e vuole mostrare qualcosa e allora dici: scusa, non ti sembra esagerato, non vedi che tremi? E lui fa la faccia dei bambini che non vogliono uscire dall’acqua ma hanno le labbra viola: hai freddo? NO!

In tutto ciò un mito inossidabile esiste per davvero: a pasquetta piove e d’estate nei giorni festivi tira un maestrale da paura.

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