Senza Omnitel non cucchi.

Erano gli anni del mutino Carhartt. Gli anni in cui l’Italia riscopriva l’Australia tramite Megan Gale mentre i Blondie cantavano Maria you gotta see her. Gli anni in cui, per via di fortunate coincidenze la Cagliari giovane — che ora è ancora nella categoria giovane, ma solo perché le categorie sono slittate — faceva in massa una scelta: sceglieva Omnitel. La tecnologia Mac era lontana e aliena, i grandi usavano lo StarTAC e quindi per noi, i giovani di ieri e di oggi, l’oggetto più ambito era il Nokia 3310 e il tempo si ammazzava non giocando a Ruzzle ma a Snake. Dio solo sa quanto eravamo felici.

Qualche ribelle c’era, qualcuno che seguiva Wind o addirittura Blu. Bisogna precisare però che erano anche anni di barbarie, cioè quando per ricaricare ti veniva chiesto un costo aggiuntivo di ricarica. Omnitel mandava un addebito di 2.000 lire ogni dieci messaggi e i ribelli dicevano una cosa del tipo «ne ricevo troppi, sicuro mi stanno imbrogliando». Fatto sta che quando prima la Xmas Card e poi la Summer Card entrarono sul mercato con il loro mirabolante 100 messaggi al mese verso tutti gli Omnitel, o avevi quella compagnia o eri fuori. Giravano le prime catene di Sant’Antonio e la gente le mandava anche, sempre con la motivazione tanto-ho-100-messaggi-gratis, pensate un po’ che roba. Si usavano ancora gli squilli, si usavano un sacco in realtà. Volevano dire un ti-penso, o un ti-penso-molto, ma tutti aspettavano il fatidico momento della carta che dava i messaggi gratis. E quindi sì, magari con lo squillo te la cavi, ma se vuoi cuccare devi avere Omnitel. Poi quando la promozione divenne 100 messaggi al giorno, be’, cari miei, allora sì che che se volevi uscire con qualcuna dovevi lasciar perdere Tim, Wind e così via. Fu solo in quel momento che a) si iniziò per davvero a messaggiare, anzi, che fu coniato il verbo stesso e b) si smise di stare dentro i 120 caratteri con virtuosismi letterari. L’approccio passava allora obbligatoriamente per gli sms, al punto che, nella mia precoce grafomania, meditavo di scrivere un manuale del tipo Sms for dummies. Da qualche parte devo avere ancora il file. Nella categoria under 25, penso di non esagerare se dico che Omnitel deteneva il monopolio.

Ci sono voluti gli smartphone, che a Cagliari vuol dire iPhone, per cambiare le cose. La ricerca dell’offerta più conveniente ha rotto le barriere, e per la prima volte c’è stato il passaggio da Omnitel-diventata-Vodafone a altre compagnie. Molti lo fanno anche a tua insaputa e quindi ti ritrovi a spendere maree di soldi a tua insaputa. L’internet mobile, però, e la possibilità di usare Whatsapp ha posto un fine alla discriminazione a seconda della compagnia telefonica. Cuore pulsante del mio cellulare, però, è ancora una SIM originale marcata Omnitel, probabilmente forgiata dalla stessa Megan Gale. E ieri sono stato male quando ho realizzato che anni fa avevo perso all’Ossigeno il mutino Carhartt.

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