L’invasione delle ballerine.

Non è l’incipit di un romanzo di fantascienza umoristica.

Non parlo di persone, ma di scarpe. C’è stato un tempo in cui il termine ballerina indicava un essere umano e quella che ora è la calzatura egemone giaceva dormiente nelle menti di qualche stilista che ancora non pensava di rilanciarla. C’è stato quindi sicuramente un altro tempo in cui andavano di moda, ma questa non è una storia sociale e quindi l’indagine la lasciamo a qualche persona più volenterosa. Per dirla senza peli sulla lingua, come piace ai lettori di mondogaggio, prima di quel viral delle scarpe che è stato OC, ballerine a Cagliari non se ne vedevano proprio. Le prime reazioni furono stizzite: quelle scarpe sono orribili. Poi cominciarono a comparire e qualcuna cominciò a indossarle. L’ostracismo fu forte e non nascondo che ero uno di quelli che combatteva in prima linea, anni fa, quando forse si poteva ancora vincere. All’inizio c’era un solo modello base, che solo le avanguardie più illuminate del gusto cagliaritano osavano portare. D’altre parte anche gli skinny jeans erano sconosciuti ai più, quindi non si sapeva con cosa indossarle.

Come tutte le mode è come un virus, per restare in tema, visto che oggi riparte The Walking Dead. Prima è un infetto, poi sono due, poi quattro e via finché tutti sono infetti e bisogna nascondersi da qualche parte. Amiche e consanguinee del sottoscritto giurerebbero che a loro sono sempre piaciute, ma ricordo chiaramente che le odiavano. Non vi chiedo di credermi così su due piedi, ma basta ricordare il vostro vissuto.

Così i modelli si sono moltiplicati e con essi la scelta e la collezione personale di ragazze e signore dell’amata città. La moda ha adeguato il resto, con i jeans menzionati prima o la caviglia scoperta. Solitamente quando una ragazza vuole comprarsi un paio di scarpe, dice «ne ho bisogno». E anche le ballerine, le un-tempo-odiate ballerine sono diventate un bisogno. Motivazioni del tipo «scusa ma senza ballerine rosse con cosa metto il maglione rosso?» sono diventate all’ordine del giorno invece che conservate negli archivi di qualche istituto psichiatrico. Eppure c’è stato un tempo in cui si viveva anche senza ballerine, anche se suona strano a dirlo oggi, suona strano soprattutto a chi le indossa, che pare proprio non possa farne a meno. E mentre fantastichiamo su che cosa le sostituirà, quale antica moda tornerà, appunto, di moda, l’autunno che bussa fa avanzare le Hogan, uniche a contendere il primato, seppure seconde per largo distacco. Anche queste, da scarpa che mettono i cremini — non più di sei anni fa erano ancora privilegio (o condanna) di pochi — a diffusissimo brand di Cagliari e hinterland. Da poco qualcuno mi ha detto che sono scarpe “di destra”, mentre le Clark’s sono “di sinistra”. Le ballerine penso siano apolitiche e, per quanto sia impossibile pensarlo ora, destinate a sparire, ma come sapete questo è un blog per persone lungimiranti.

Verrà un tempo in cui saranno solo un ricordo, chissà le Hogan se torneranno a essere d’élite o accessibili a tutti. Questo benessere diffuso del “non siamo mai stati così bene” rovina, all’apparenza, perfino gli status sociali. Insomma, nel dilagante fabiovolismo leggete mondogaggio: il blog che piace anche alle mamme.

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