metrocagliari (4).

Lo stereotipo, come i proverbi, raccoglie una parte di verità. Così gli umani si erano immaginati gli alieni come piccoli, verdi, con le antenne e provenienti da Marte. Poi decenni di cinema hanno rovinato tutto proponendo sempre nuove versioni, sempre diverse, a volta umane a volta mostruose e così tutti si erano dimenticati tutti dello stereotipo. Eppure, quando gli alieni comparvero erano proprio come li aveva rappresentati la fantascienza dei primordi e per di più erano proprio marziani. Certo, c’erano delle cose che ancora non potevamo immaginare.

Di quello che era successo nelle profondità sotto Cagliari nessuno aveva saputo e avrebbe saputo nulla per un bel po’. La notizia che la città sotto la città non era venuta da sola comparve la mattina successiva e, come accade sempre in questi casi, divise il pubblico in scettici e creduloni. Gli scettici avevano tutte le ragioni per dubitare: non era la prima volta che si vedevano cose del genere, si poteva facilmente dimostrare il falso d’autore e così via. Già, perché quella mattina spuntò su Facebook il solito album di foto che preservava le memorie della straordinaria serata in discoteca, ma fra una posa studiata e l’altra, fra l’abbigliamento giusto e il gang sign, fra i quarantenni con poca voglia di crescere e i mini vestiti del venerdì sera era comparso uno di quei cosi verdi. Si era infilato in una foto, irriverente e con la linguaccia viola di fuori, sulla falsa riga di un noto politico a un noto incontro di noti ministri degli esteri. Bastarono pochi click per scatenare il dibattito e per attirare tutti, dai normali cittadini ai media, su quella pagina, su quella foto. È tutto vero o siamo di fronte a un altro burlone? titolò la pagina online di un quotidiano. La foto shock che blocca la città: verità o bufala? si chiedeva un altro. Poi fu un proliferare di tweet, di status e di tanti altri neologismi del nuovo decennio del nuovo secolo. I titoli mutavano, la foto veniva analizzata, i ragazzi che ne erano protagonisti giuravano di non essersi accorti di nulla e così il fotografo. «Guardavo le tette della tipa» disse per giustificarsi. Che fine ha fatto l’alieno? Si chiedevano ora i giornali, e il sindaco, ancora sotto shock per quanto era accaduto là sotto, non sapeva che fare. «Fra tutte le cose che potevo fare quel giorno dovevo proprio candidarmi sindaco? E adesso che cosa faccio?» Poi senza preavviso irruppero nella sua stanza i giornalisti «Signor sindaco, ha visto la foto?» «Signor sindaco, una dichiarazione». Lui, preso alla sprovvista e per paura di dire ciò che non doveva dire rispose «Guardavo le tette della tipa». Edizione straordinaria: anche il sindaco guardava le tette della tipaRagazza dalle belle tette sconfigge gli extraterrestri —ET chi?! Le nostre ragazze vanno in discoteca spogliate, ma chi pensa ai bambini?

In breve fu il panico, ma dell’omino verde neanche l’ombra. Tutti cominciarono a cercarlo. «Ci bastano i rom, se gli alieni vogliono venire qui che paghino le tasse» mormorava la gente. A Quartucciu campeggiava la scritta Marta a dirti che sei troia è a farti un complimento, ma doveva essere una cosa vecchia. I siti sportivi cominciarono a far circolare la voce che fosse uno dei tanti acquisti incomprensibili di Cellino. «Minca mia a lui, dopo Larrivey pure questo doveva prendere? Ma l’hai visto che quanto è basso? In Seria A serve fisico» «E non lo dicevano anche di Zola o fro’?» Il solito nostalgico aveva la solita risposta «Quando c’era lui non succedeva».

E mentre tutti guardavano in basso perché cercavano un coso basso, la risposta arrivò dall’alto. «O a chi è che stai dicendo? E scendine da lì o cunnemammaruabagassa!» Ma la statua di Sant’Efisio rispondeva «Sei proprio ridicolo con quei capelli, capo». No, la statua non aveva preso vita, ma controluce non si vedeva chi ci stava appollaiato sopra. «Scendi, ti ho detto di scenderne!» «Va bene, capo». Così scese, piccolo, brutto, verde e stereotipato. L’altro caricò il pugno e lo lanciò a un metro da terra…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...