«Iiiihhh ci dari pappara!». Ius murmurandi rossoblù.

C’è silenzio, anzi c’è giusto un mormorio; qualcuno che parla con chi ha vicino, sicuramente un parente. La sala d’attesa è piena di gente che fa quello che si fa nelle sale d’attesa, si aspetta, come dal medico ma senza le riviste con tutti gli aggiornamenti su Giorgio Mastrota. Ma è come stare in una casa fuori Firenze mentre si combatte contro i tedeschi, c’è tanta polvere da sparo nell’aria che le candele si accendono da sole. Basta un scintilla e patapum.

«Ma io dico i soldi a questi cazzo di partiti perché glieli deve dare lo Stato? E scusate il termine» Eccola.

«No signora, è stata fin troppo buona!»

La signora continua, ne ha per tutti: politici e sindacati. Ha l’accento di Milano e allora qualcuno tira fuori il Trota. È caciara poi intervengono le forze giovani. «Io mi metterei fuori dal Parlamento, da una finestra e gli sparerei». «Basta come facevano le brigate rosse, li gambizzavano» dice la signora. «No no, gli sparerei in testa a tutti. Devono morire». È la voce della rabbia, sembra uno in fregola di dire «ci voleva Mussolini» ma non lo fa. Anche lui ne ha per tutti, Equitalia soprattutto che se la prende con i piccoli, poi il sistema satinario. «Ha ragione!» strilla qualcuno. Poi un ingenuo vecchietto osa dire «Monti sta salvando l’Italia». «Cosa è che sta facendo Monti?» dice il giovane ma a me sembra che dica «gosa è che shtai dicendo?» Si va avanti così, quello di Monti è a fianco a me e in vernacolo commenta «già chistiona pagu».

E quindi penso che la rivoluzione o la reazione covano lì, nella sala d’attesa della Clinica Lay. la gente stufa, quelli che non ne possono più, sono lì. Quello è ius murmurandi ecco quello che pensa la famosa gente dei famosi sondaggi. È un calderone di sentimenti e mi chiedo se si parte sempre così, basta un po’ di teppa a quella gente (perché le masse van bene ma alla fine ci vuole la teppa) per dare sfogo ai loro desideri più profondi? Ai gli sparerei, ai bisogna gambizzarli e così via? Qualcuno mi guarda ma io non ricambio lo sguardo, se non li guardi non ti vedono, penso, come faccio con mia cuginetta nelle giornate in cui è più frizzante. Così non devo parlare e me ne sto, con uno che legge il giornale nella congregazione degli apoti.

Arriva l’infermiera e la situazione si calma proprio mentre si parlava di Roma ladrona che non ruba solo a Milano ma, a quanto pare, a tutti. Ma non è tanto lei a far cessare la discussione, è un’altra signora che si lamenta perché aveva l’appuntamento alle dieci e sono le undici e un quarto. Le forze della rivoluzione o della reazione si placano e tornano al loro mondo da ceto medio. «E lo scopre Maria… iiiihhh ci dari pappara!»

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