Lo scioro di viale Fra Ignazio.

Quando prima devi decidere cosa metterti, andare all’università è una questione più complessa del solito. Eppure, dal lunedì al venerdì, devi decidere cosa metterti se vuoi andare in viale Fra Ignazio.

È un po’ come la questione dell’etichetta. Ci sono delle regole se vuoi entrare nella società che conta e queste regole cambiano quindi bisogna tenersi aggiornati. Il problema dell’etichetta è, più o meno dal Galateo in poi, che queste regole non si scrivono ma si tramandano oralmente come l’Odissea, se perdi le giuste frequentazioni perdi le regole e quindi perdi il diritto a stare nel giro. Ad esempio devono esistere, non possono non esistere, delle regole del pomiciamento. Esistono regole sui risvolti dei pantaloni, vuoi che non ci sia un codice che regoli l’esplorazione controllata delle cavità orali e lo scambio di saliva? Se così non è, perché nessuna ragazza penserebbe più, ora, di sollevare la gamba mentre bacia?

Dicevo dell’etichetta. Cagliari non è New York e neppure Roma, quindi non tutti sanno che un determinato tipo di camicia si mette solo per la colazione e mai per il pranzo. Ma un’etichetta cagliaritana esiste e, se per quanto riguarda la sera, si forma fra i bar e locali più in del centro, dal Mojito all’Orus Cafè, passando per le discoteche più in voga e coi nomi più raccapriccianti, il look della mattina o del pomeriggio, il look di quando c’è il sole, insomma, si forma in viale Fra Ignazio. Mettiamo che è sabato mattina e fa caldo, non troppo però, e ti invitano a fare colazione al Poetto (per inciso, sbaglio o prima si usava molto di più andare a fare colazione?). Cosa cazzo ti metti? È una domanda pesante alla quale riesci a rispondere con convinzione solo se sei già passato per il filtro di viale Fra Ignazio con il quale s’intende, ça va sans dire, il tri-polo scienze giuridiche, politiche economiche perché nel secolo XXI fa cool dire scienza prima di qualsiasi cosa (tipo, scienze della comunicazione — sic!). È lì che si fa lo scioro della settimana, perché farlo solo nei weekend non si adatta a chi vive o aspira a vivere nella società che conta, che poi in una città come Cagliari vuol dire frequentare alcuni ambienti circoscritti e conoscere alcune persone di riferimento. Sul perché sia proprio là dove c’è la mensa della Caritas ci si potrebbe ragionare a lungo, più probabilmente è perché i cagliaritani della borghesia o aspiranti tali vanno in quelle facoltà o in medicina.

Eccola quindi la domanda, cosa mi metto? Che poi precede la domanda, quante volte posso risvoltare i pantaloni? La caviglia si deve vedere? Ma soprattutto devo fare i nodi alle scarpe o no? E questa dei nodi alla scarpe è una tale discriminante che può rovinare chi vive secondo l’etichetta. Capite che la vita è più difficile.

Lo scioro non è però solo una questione di moda, non basta sapersi vestire. Alla colazione di lavoro puoi pure andarci con la camicia botton-down ma se poi non sai di cosa non si deve parlare è completamente inutile. C’è tutta una serie di rituali che va rispettata. Dove fai le pause e con chi. Come fumi le sigarette. Il trinciato si può o no? Le tappe sono importanti, sei all’altezza della biblioteca di giurisprudenza? Ti conosce e riconosce qualcuno? Anche come dare la mano o i due baci è una questione di etichetta. In quale sala ti siedi per studiare, nel tavolo con chi, in quale tavolo è questione di etichetta. Gli occhiali da sole.

La realtà è che non sei pronto per il Mojito in estate — quando tutti si siedono sulle scale — se prima non sei stato al bar di scienze politiche. La zona in cui passeggiare durante il giorno è quella. È inutile provare a fare lo scioro in via Roma o in via Garibaldi, non è il posto adatto, non verresti notato, non verresti filtrato. La vita mondana, la mattina, passa solo per viale Fra Ignazio.

6 pensieri su “Lo scioro di viale Fra Ignazio.

  1. Non mi passa per la mente molto spesso, come pensiero, ma tutto ad un tratto sapere di dover andare, dal lunedì al venerdì (e qualche volta pure il sabato, la domenica, Natale, Capodanno e Pasqua), in via Corte d’Appello, anziché in Viale Fra Ignazio mi fa stare bene.

  2. Ma alla fine, come dice stefano, quale è il look in per il tripolo ? (che detto così, tripolo, sembra un nuovo tipo di droga chimica tutta da scoprire !) comunque mi manca troppo bloggare! devo assolutamente ricominciare anche io !

  3. ho frequentato per 5 anni la facoltà di giurisprudenza in viale fra ignazio… beh, il mio look era della cd “fuorisede”, in quanto ero una fuorisede (residente in casa dello studente, ambienti che la maggior parte dei colleghi giurisprudenti non conosce in quanto la maggioranza è di Cagliari sterro) :scarpe da tennis o stivaletti scamosciati, jeans, maglione (o maglietta , a seconda delle stagioni), capelli ricci (mai piastrati, perchè sono riccia al naturale), …. andavo in facoltà (in ctm o a piedi, e non con la macchina, perchè non ne ho una mia..)con una borsa (senza marca, anzi di quelle comprate al mercatino) molto grande perchè ci andavo con quaderno ad anelli, astuccio, codice, quadernino per appunti e libri… a differenza delle mie colleghe, che facevano le sfilate di moda, io andavo per seguire le lezioni e studiare in biblioteca… sarò stata una delle poche, ma i risultati si sono visti…io mi sono laureata (anche in corso, se vogliamo dire tutto) mentre chi andava a fare la sfilata di moda è ancora lì, a continuare a fare la sfilata di moda… mi sono ben vista da frequentare gli altolocati di viale fra ignazio….i miei migliori amici studiano lettere…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...