Kiagliari. Una guida pop (3). Parte II.

Pub e bar

Come spendere 7 euro a Cagliari? Basta comprare un cocktail in un qualsiasi locale della città. No, mi dispiace, il servizio non comprende quel sontuoso buffet al quale sei abituato durante i ricchi aperitivi che fai su al nord. L’aperitivo, un po’ come Cristo a Eboli, si è fermato a Roma. Roma ladrona. Di buono c’è che quasi nessun locale cercherà di mandarti via se non continui a ordinare, quindi a stomaco vuoto e con un cocktail di quelli carichi ci si può rendere ubriachi con 7 euro, tirandolo giù alla goccia.

Qual è la ragione per la quale non troverai, se non con rarissime eccezioni, un locale con prezzi degli alcolici un po’ più proletari? Si può rispondere a una domanda con una domanda? In questo caso si può rispondere a una domanda con due domande, ecco la seconda: perché a Cagliari non c’è l’Ikea?

Tu che di geopolitica ne capisci un casino, non hai bisogno di altre spiegazioni.

I locali del capoluogo si concentrano in un maxi complesso.

1. Piazza Yenne-Castello-Corso. Buono per tutte le stagioni e per tutti i gusti. Si va dal locale un po’ fighetto al postaccio che ricorda i bar degli anni ’80. Andiamo con ordine.

Castello: locali scavati dentro la roccia ma con la fortuna di avere solitamente una parte all’aperto che in primavera-estate non dispiace mai. La clientela in genere se la tira un po’. Scena golosa: le ragazze col tacco gagliardo che incespicano e si massacrano le caviglie cercando di camminare sull’acciottolato, la scena del secondo infortunio di Ronaldo è sempre dietro l’angolo. Youreporter. Sono i luoghi dove gran parte dei cagliaritani va a sciorare cioè a far vedere la camicia nuova in linea con i gusti dell’ultimo momento o la capigliatura sulla quale ha lavorato duramente. In alternativa c’è Lello Castello, che è l’esatto opposto e nel quale magari capita di incontrare Joe Perrino, che all’uscita della galera lavorava nella fumetteria di via San Bendetto.

Zona di confine: poco frequentato d’inverno perché troppo piccolo è il Mojito, locale che troverai prima dell’ascensore panoramico (talmente panoramico che per tutta la salita vedi un muro) e che risparmia sulla concessione edilizia utilizzando le scalette come tavolini.

Per te, che in valigia hai messo un po’ di tutto, affrontare questa zona della movida cagliaritana non sarà un problema. Certo, tieni a mente che, pur senza la musica alta, la misura del vaffanculo sulle fronti qui è tripla.

D’estate Piazza Yenne è il cuore pulsante della città. Perno attorno a cui ruota questo polo, come si dice oggi, ti ritroverai immerso fra la gente che cerca riparo dall’afa in mezzo alla folla sudaticcia. Tu cammini a testa alta, ti guardi intorno, fai qualche giro della piazza Ormai hai capito come funzionano le cose, magari entri in un locale per berti una birra, anzi meglio un tavolino all’aperto. Se poi decidi di mangiare, fallo con classe, perché la gente, intorno, ti guarda e a volte è seduta in un muretto che tocca proprio la tua sedia. Scusi ma è un’orata quella che sta mangiando?

Corso: grazie alla geografia, che ogni tanto si rende utile, la prossimità fra tutte le imprendibili attrazioni della notte cagliaritana ti permette di spaziare dalla serata chic al tipo che ti vomita a fianco all’uscita del Merlo, storica birreria che tu non rinuncerai certo a visitare.

In teoria sarebbe Corso Vittorio Emanuele ma tu che vuoi fare la figura del turista interessato e di cultura sai che tutti a Cagliari lo chiameranno sempre e solo il Corso. Padroneggia pure questo termine e farai un figurone.

La passeggiata

Detta anche il giretto, la passeggiata è un’alternativa per un sabato sera fra il salutista e il mondano, con un giro che parte dalla già citata Piazza Yenne, arriva in via Roma e si avventura per le vie della Marina (cfr). Qui la fauna è varia come in uno zoo: la coppia, la famiglia, il wolfpack, gli amici delle scuole superiori, insomma tutto ciò che Cagliari ha da offrire. Ma soprattutto te, che cammini con l’infradito, il bermuda e la camicia celeste un po’ slacciata. Cazzo, quanto spacchi? E quale altra guida te lo dice? Nessuna.

Il giro largo prevede la discesa proprio per il largo (Carlo Felice), la passeggiata sotto i portici di via Roma con un rapido sguardo alle pigne (aka i tossicodipendenti), una toccata al porto se ci si sente romantici o si ha voglia di sentire quel classico odore di reti da pesca.

Ovviamente la parte più interessante, soprattutto per una persona come te, è infilarsi nelle strade della Marina, storico quartiere e, evitando cautamente di perdersi, dedicarsi alle sue molteplici attività. In primis, alla Marina si mangia il miglior kebab della città. Ci sono poi dei buoni ristoranti, prezzi variabili ma hai pur sempre risparmiato i soldi dei taxi, è ora di far girare l’economia o no? Fra le cose interessanti che scoprirai è che anche le prostitute hanno una casa a cui tornare dopo la dura giornata di lavoro e questa casa è proprio là, dove ti trovi tu. C’è Piazza Savoia, soprattutto in estate, forse un po’ troppo culturale per i tuoi gusti, ma qualcosa di bello si trova. E poi entri in un bar e ti si apre tutte il repertorio del cagliaritano verace.

Oh ‘gnazino… scesa lelài l’aliga a mamma? (cit)

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