Kiagliari. Una guida pop (2): ambientarsi.

Quando arrivi in Sardegna ci sono due cose che devi imparare ad accettare, anche se non sono vere. La prima è che l’anno scorso l’estate era durata di meno. La seconda è che le distanze in Sardegna sono lunghe. Ingoiare questo boccone, soprattutto mentre ti accorgi che fra Cagliari e Villassimius ci sono solo 40 km, ti aiuterà a comprendere buona parte delle conversazioni.

Ma veniamo ora alle notizie che volevi quando scelsi, fra tutte le guide, proprio questa. In Sardegna e a Cagliari in modo particolare esistono due stagioni: una fredda e umida che va da novembre a marzo ed una calda e secca che va da aprile a ottobre. Ci stiamo impegnando per cancellare l’inverno e presto ci riusciremo.

La divisione delle stagioni è come lo scafo di una nave con compartimenti a tenuta stagna: non c’è collegamento fra loro. Non importa il meteo, il global warming, le circostanze, le feste comandate, il cambio della stagione cadrà sempre nella solita data e implicherà sempre lo stesso cambio di abitudini.

A settembre, nonostante temperature praticamente identiche a quelle di fine agosto, il Poetto — la mitica spiaggia cittadina — si svuoterà. Venire a Cagliari a settembre perciò non è una grandissima idea se ci si vuole buttare anima e corpo nella gente del luogo. Con il passare del mese, poi, le vie del centro la notte cominceranno a svuotarsi in relazione alla colonnina del mercurio. Una volta scesa sotto i 20 ci saranno giornate in cui sarà difficile incontrare qualcuno per strada nelle notti del weekend.

La stagione “fredda” è quindi sconsigliata, soprattutto a te. Certo, anche a dicembre ci saranno giorni di sole in cui si potrà andare a passeggiare al mare. Ma con altrettanta probabilità pioverà o verrà su un maestrale di quelli che rendono Cagliari così adatta alla vela (come sostenne anche un candidato sindaco) con conseguente impossibilità di fare qualsiasi cosa di interessante o divertente. Perché tu non sei una di quelle persone che va in vacanza per andare al cinema.

Ti è venuta un po’ d’ansia. Guardi il calendario, la vacanza è progettata ma ora hai una terribile paura di sbagliare data. Certo, luglio e agosto li conoscono tutti, ma magari non vuoi spendere così tanti soldi, vuoi una stagione più abbordabile.

Dio — ti chiedi — perché ho preso questa guida? Per scoprire come non sbagliare data, scemotto. L’ultimo freddo soffia a marzo, di solito le prime due settimane, ma in ogni caso con l’arrivo dell’ora legale il letargo della città finisce: il giorno che uscimmo dai rifugi. Le vie tornano a popolarsi, il lungo viale Diaz comincia a trafficarsi, la domenica diventa impossibile trovare un chiosco libero in cui mangiare.

È cambiato tutto: le discoteche (cfr) non sono più l’unico rifugio di gamberoni (cfr) e non, le chiese vengono disertate anche dai democristiani più sinceri, le rondini non ci sono ma si rivedono vestiti e scollature.

Ora stai attento, lì a fianco a te c’è il tuo amico intellettuale. Lo sta per dire: le chiese si svuotano, possiamo visitarle! Colpiscilo alla bocca dello stomaco e fai finta di nulla.

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