Kiagliari. Una guida pop. (1)

Sei finalmente in vacanza. I mesi di straordinari non pagati, di ore passate a odiare i colleghi, di x sul calendario in attesa delle ferie sono solo un ricordo. Sei andato a lavoro senza farti la barba da quanto oggi ti sentivi euforico e passando davanti all’ufficio del responsabile delle risorse umane hai lasciato una piccola scoreggia, silenziosa, ma quel che basta da fargli alzare la testa turbato.

Ora decidi dove andare. Il budget non è quello di chi non paga le tasse per mantenere lo yacht, ma qualcosina ti esce. E allora ecco che la tu ragazza ti propone andiamo in Sardegna. Ci pensi un po’, sai che i fascisti ci mandavano la gente al confino, ma poi ti riassicuri che i fascisti non erano così intelligenti e quindi decidi di andare. Fai i biglietti, prenoti l’albergo, scopri l’esistenza di Elmas, perché lì c’è l’aeroporto. Sai già cosa mettere in valigia, niente calzini, costumi da bagno, una camicia per andare a cena. Eppure ti manca qualcosa. Guardi il meteo: è una favola di meteo. 32 gradi costanti, le nuvole sono un’invenzione della Walt Disney. Ti fissi anche due lezioni di kite surf. No, manca ancora qualcosa. A te, che fra gli amici sei quello più simpatico, più bello, più leader, manca qualcosa. Ora l’hai capito, ti manca una guida turistica.

Ma tu, proprio tu, tu che sei il più bello e anche il più simpatico non vuoi una guida come le altre. Non te ne frega niente di sapere quando è stata fondata quella cattedrale, tanto non ci entrerai. Sei stufo di recensioni di locali e ristoranti che li fanno sembrare tutti belli e a buon prezzo e sei stanco di chiederti come cazzo ho fatto a spendere così tanto? A te le guide non fregano più. Quelle che sembrano indicare ogni via come la più bella della città, la più sicura, la più sfiziosa. Sei stato in Sudafrica e all’ambasciata ti avevano dato una guida che descriveva Pretoria come la città del divertimento, con locali ultra rinomati. Poi ci sei stato e ti sei chiesto se nel divertimento fosse compreso qualche accoltellamento.

Non te ne frega proprio nulla della lista dei negozi più alla moda, né dei monumenti più sfigati che-vanno-assolutamente-visti. Non vuoi tornare a casa a fare l’intellettuale che mentre tutti erano al mare si guardava i musei di periferia che vanno avanti nonostante il Vaticano. Vuoi arrivare in ufficio abbronzato e guardare con soddisfazione il tuo collega che invece si è fatto un viaggio in qualche località sconosciuta ma per persone di vera cultura.

Allora questa è la guida che hai sempre cercato.

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